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CaporALaTo: dialogo per la legalità

CAPORALATO, SERVE UN IMPEGNO COLLETTIVO PER CONTRASTARE L’ASCESA DEL FENOMENO

Pordenone, il territorio dove è maggiormente in crescita il numero degli immigrati, soprattutto in agricoltura

Monitorato in provincia di Pordenone il fenomeno del caporalato. A pagare il prezzo più alto di questo fenomeno odioso è l’agricoltura, tenuto anche conto del numero crescente degli immigrati, occupati nel settore. A far emergere il dato è la Fai Cisl FVG, che, assieme alla Cisl di Pordenone e al Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone, ha organizzato per stamani una tavola rotonda sul tema “Caporalato: Dialogo per la legalità”.

“L’obiettivo di oggi – spiega la coordinatrice del Punto di Ascolto, Chiara Tomasella – è quello di chiamare all’appello e ad una immediata mobilitazione esperti, istituzioni, associazioni di categoria per portare alla luce il fenomeno dello sfruttamento, che non riguarda solo le vittime, ma tutta la comunità, e trovare soluzioni concrete al caporalato, una piaga che affligge il mercato del lavoro in Italia, in particolare nel settore agricolo ma presente in generale nei lavori non qualificati”. “Con il Punto di Ascolto – continua Tomasella – tocchiamo con mano il disagio e le vessazioni in ambito lavorativo. Scopo di questo convegno per noi è intercettare il maggior numero possibile di lavoratori che sono principalmente migranti e stagionali, spesso impiegati in settori come l’agricoltura, la raccolta di prodotti, la pesca e la costruzione. Vittime vulnerabili che arrivano nel nostro paese in cerca di opportunità ma si trovano coinvolti in condizioni di lavoro degradanti e privi di diritti e quindi bisognosi di tutela non solo lavorativa ma anche umana”.

A pagare il prezzo più alto, in termini di vittime del caporalato, è il settore dell’agricoltura, maggiormente assoggettato alla presenza di lavoratori vulnerabili, come gli immigrati che nel 2023 rappresentavano il 66% degli occupati del comparto (3.886 lavoratori stranieri su un totale di 5.887). “Occorre – incalza il il Segretario Generale Aggiunto della Fai-Cisl FVG Andrea Menegoz – affermare il lavoro dignitoso e la legalità per un made in Italy agroalimentare che sia davvero pulito, equo, frutto di filiere tracciate e trasparenti, per farlo dobbiamo partire da una concreta emersione dei tanti lavoratori immigrati che si sono ritrovati in posizioni di irregolarità”.

Obiettivo che – per la Cisl – si può raggiungere solo agendo con un preciso cronoprogramma, come già chiesto al Governo, per arrivare a soluzioni attuabili con tempi certi: superare la logica del decreto flussi, dire basta alle cooperative senza terra – 131 solo sul territorio pordenonese, su un totale di 197 per tutta la regione (dato CCIAA), stabilire prezzi anticaporalato, introdurre forme di decontribuzione per le imprese che si iscrivono alla Rete del lavoro agricolo di qualità, coinvolgere gli Enti Bilaterali per un reperimento della manodopera  tracciabile e basato sul reale fabbisogno delle imprese, utilizzare le tecnologie delle Forze dell’Ordine per incrociare meglio i dati. “Su alcune di queste priorità – spiega Menegoz – abbiamo avuto riscontro positivo dalle forze dell’ordine che hanno controllato il territorio Pordenonese, ma non basta, vanno rafforzate le politiche di inclusione e integrazione, è proprio sul territorio che si gioca la riuscita lavorandoci tutti assieme”.

“Questa pratica sfruttatrice, che spesso si manifesta attraverso condizioni di lavoro degradanti e salari iniqui, mina non solo la dignità degli individui ma anche l’integrità del sistema economico e sociale. È essenziale che si promuovano strumenti normativi efficaci e che si rafforzino i controlli sul territorio per contrastare questa piaga e favorire un ambiente lavorativo improntato all’equità e alla tutela della persona. I Punti di Ascolto Antimobbing svolgono un ruolo fondamentale in questo senso, offrendo ascolto e orientamento alle persone vittime di sfruttamento lavorativo e abusi. Questi centri rappresentano una risorsa cruciale per coloro che, spesso in condizioni di vulnerabilità, cercano tutela dei propri diritti e un sostegno concreto per uscire da situazioni di degrado e sfruttamento. Attraverso una rete di supporto psicologico, legale e informativo, i Punti di Ascolto contribuiscono a rafforzare la consapevolezza sui diritti dei lavoratori, promuovendo un ambiente lavorativo più giusto e rispettoso” – spiega l’avvocata Teresa Dennetta, legale del Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone.

Dichiara a tal proposito il coordinatore Ast Cisl di Pordenone, Denis Giovanni Dalla Libera: “Il caporalato, soprattutto nel settore agricolo ma non solo, rappresenta una delle forme più gravi di sfruttamento lavorativo. La Cisl di Pordenone ritiene che si debba costruire uno spazio di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria ed esperti del settore per discutere le problematiche del fenomeno e le possibili strategie di contrasto attivabili”.

Il fenomeno del caporalato, sottolinea Cristiano Pizzo a nome della Segreteria Reg.le CISL, affligge diverse aree d’Italia, ma la situazione può variare notevolmente da territorio a territorio. Nel caso pordenonese ci sono alcuni aspetti positivi che possono far emergere una realtà differente rispetto ad altre zone. La presenza di politiche di integrazione contribuisce a una maggiore consapevolezza dei diritti dei migranti (anche con supporto legale e assistenza sindacale); il controllo e il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni competenti come contrasto ai fenomeni di sfruttamento; l’innovazione e sostegno delle imprese (molte aziende adottano pratiche etiche e sostenibili). Questi aspetti, nel particolare, permettono di combattere il fenomeno del caporalato in modo più efficace e sicuro.

L’incontro ha visto la partecipazione del Col. Davide Cardia, comandante della Guardia di Finanza di Pordenone del Dott. Maurizio Romano, P.O. Regione FVG funzioni specialistiche in materia di lavoro degli stranieri e conflitti, del Dott. Antonio Bertolla,  direttore di Coldiretti di Pordenone oltre che dei promotori dell’evento Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone con l’avv. Teresa Dennetta, realtà finanziata dalla Regione FVG attraverso la Lg Reg. 7/2005, Denis Giovanni Dalla Libera, Coordinatore Ast Cisl di Pordenone, Andrea Menegoz , Segretario Generale Aggiunto Fai Cisl FVG.

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