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Insiel, la regione non risponde: rischio di svendita

Rientra il rischio esuberi, ma i lavoratori di Insiel denunciano che la Regione sta “svuotando” la società informatica che è controllata al 100% dall’amministrazione regionale. Un’assemblea di lavoratori – oltre un centinaio sui 730 dipendenti – riunita a Trieste ha fatto il punto della situazione prima della pausa delle feste. La preoccupazione dei lavoratori di Insiel può forse essere considerata “un lusso” dalle migliaia di disoccupati o dai dipendenti di aziende in crisi, ma la forza lavoro della società informatica guarda ai prossimi anni e vuole garanzie dalla Regione. Proprio a questo sarebbe servito l’incontro. «I lavoratori – ha spiegato Anna Pelli (Fim Cisl) delle Rsu aziendali – chiedono chiarezza alla Regione e la Regione non risponde». L’appuntamento di ieri era aperto al pubblico e gli inviti erano stati estesi a giunta regionale e consiglieri, ma, complice anche il dibattito in corso in Consiglio per approvare la Finanziaria 2011, nessuno si è presentato. Il “lusso” è quello di un’azienda para-pubblica che sta tutto sommato bene. A spiegarlo sono gli stessi sindacati: i conti sono a posto, tanto da garantire un utile a bilancio, e – ha detto Pelli – l’ipotesi di alcune decine di esuberi, ventilata negli scorsi mesi «è stata superata». Il problema, secondo i lavoratori, sta nel fatto che «Insiel dovrebbe essere l’unica azienda informatica – ha affermato Pelli – che lavori per le pubbliche amministrazioni del Friuli Venezia Giulia. Invece la Regione ha acquisito l’azienda e non ha fornito gli adatti strumenti legislativi: la proposta di legge è ferma in un cassetto. Di fatto – ha aggiunto Pelli – ogni amministrazione preferisce scegliere da sola un fornitore, e la Regione permette tutto ciò. Il risultato è che Insiel viene svuotata, non vengono fatti investimenti e il personale non ha un miglioramento del trattamento economico. Il timore è che svuotando l’azienda si dovrà andare a una svendita».
 

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