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LA FELSA CISL E GLI SFRUTTATI DEL XXI SECOLO

Nasce la categoria sindacale a tutela degli "sfruttati del XXI secolo". Lavoratori somministrati (ex interinali), atipici, Co-co Pro, a chiamata: la Cisl ci ha pensato e già da inizio anno ha avviato la Felsa, attiva non solo in Alto Friuli ma anche a Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. «Uno degli obiettivi della Cisl – spiega la segretaria della categoria Alessia Degano – è garantire un lavoro di qualità a tutti e combattere contro quelle forme contrattuali che non garantiscono la tutela dei diritti sindacali ai lavoratori. Questi lavoratori sono i più sfruttati, perché non hanno alcuna sicurezza». Si va dai "somministrati" attivi presso grosse aziende dei settori metalmeccanico o del legno, che vengono reclutati nei brevi momenti di "picco" della produttività, fino ai tipici Co-Co Pro: «Ormai – spiega Degano – le aziende conoscono bene i trucchi: le persone vengono rinnovate fino a che la legge lo prevede, poi, quando sarebbero tenute ad assumere, oppure nel caso degli interinali dovrebbero farlo le agenzie, il rapporto di lavoro termina. Altra cosa sono i tanti contratti a progetto, che vengono impugnati nel 95% dei casi, perché non genuini, ovvero mascherano veri e proprio rapporti di lavoro subordinato. I contratti di uno o due mesi rinnovati a vita distruggono la possibilità sindacale di far valere i propri diritti e generano malcontento». Allo sportello di via Roma, attivo a Gemona durante il pomeriggio di ogni giovedì, ne arrivano di ogni tipo: sia giovani che ultra cinquantenni, attivi nelle fabbriche ma anche nel settore del commercio, della ristorazione, terziario fino a chi ha lavorato nei call center ma anche tanti stranieri residenti e spesso con famiglia: «Ci è capitato – spiega Alessia Degano – di trovarci di fronte il caso di donne straniere prese come badanti e assunte con contratti a progetto anziché con il regolare contratto di lavoro domestico, una strategia permessa dalla legge ma che implica costi maggiori per le famiglie a detrimento dei diritti delle lavoratrici che sempre più numerose arrivano in Italia per sostenere le proprie famiglie all’estero. Ci sono situazioni che sono sempre più difficili da contrastare, proprio a causa del fatto che il rapporto di lavoro non è più a due, ma trilaterale, con conseguente rimbalzo di responsabilità».

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