Top
 

Comunicati

Cisl FVG > Strutture e Servizi  > Federazioni di Categoria  > CISL FP  > SANITA’, MOLTI NODI STRUTTURALI ANCORA DA RISOLVERE

SANITA’, MOLTI NODI STRUTTURALI ANCORA DA RISOLVERE

Oggi in conferenza stampa, il bilancio di Cisl Fvg e Cisl Fp Fvg. Relazioni sindacali alla prova: pronti ad una riflessione comune con Cgil. Lontani dalla Uil

Situazione sanitaria sotto la lente di ingrandimento della Cisl Fvg: rispetto alla piattaforma rivendicativa costruita dal Sindacato oltre un anno e mezzo fa (allegata) sono ancora troppi i nodi strutturali da risolvere. E ad aggravare un quadro già complesso, ci si mettono anche le relazioni sindacali, con la Cisl regionale pronta ad una riflessione comune con Cgil, ma lontanissima dalla Uil.

Pur non aderendo formalmente alla manifestazione indetta dalla Cgil per domani, ma lasciando liberi gli iscritti di partecipare, la Cisl Fvg, con il segretario generale, Alberto Monticco, va dritta al punto: ci sono diversi temi di congiunzione con la Cgil, che potrebbero essere valorizzati anche attraverso, cosa che non accade da tempo, l’organizzazione di un evento assieme, chiusa la stagione congressuale cislina in corso. Troppo distanti, invece, le posizioni con la Uil. “Siamo distanti soprattutto nel metodo” – affonda il numero uno della Cisl, riferendosi soprattutto al contesto della sanità. “Noi non insultiamo e non raccogliamo firme contro i colleghi; prendiamo atto di alcune situazioni gestionali della Uil che potremmo definire border line: in particolare, nella nomina dei dirigenti, in un’azienda sanitaria dove sembra ci sia un rapporto molto stretto fra esponenti dei due lati del tavolo, che forse potrebbero anche giustificare alcuni risultati di proselitismo. Ma questo sarà un problema di chi ha gestito le nomine e non sicuramente nostro”. “Strano, però – si lascia “sfuggire” Monticco – che una parte dell’opposizione in Consiglio regionale, sempre molto attenta ai vari gossip, si sia lasciata sfuggire questa situazione, ma prendiamo atto pure di questa distrazione”.

“Siamo lontani dalla Uil – rincara per la Cisl Fp, la segretaria Romina Dazzara, presente ai tavoli dell’azienda sanitaria sotto i riflettori di Monticco – perché siamo abituati a creare le opportunità per firmare i contratti. Lo abbiamo fatto a livello nazionale e aziendale e siamo pronti a rifarlo ancora. Con i nostri limiti cerchiamo di guardare alla prospettiva dei lavoratori, di tutti i lavoratori.

Quanto alla situazione sanitaria in cui versa il Friuli Venezia Giulia, restano – per Cisl Fvg e Cisl Fp – ancora molti nodi strutturali irrisolti, a partire dal rapporto tra territorio ed ospedale, punto messo al centro di ogni riforma, ma mai compiuto.

L’importanza del territorio “Già nella nostra piattaforma, presentata oltre un anno e mezzo fa – ricorda per la Cisl Fvg, Renata Della Ricca – chiedevamo lo sviluppo della medicina territoriale e la ridefinizione del ruolo dei medici di medicina generale, al pari del potenziamento delle strutture per i post ricoveri ospedalieri e la destinazione di strutture, sempre territoriali, a sostegno dei Pronto Soccorso. Purtroppo su questi aspetti siamo ancora fermi. E non si tratta di temi di poco conto perché il territorio è fondamentale per il governo del sistema sanitario regionale per garantire i servizi di cura ed assistenza quotidiani di tutti i cittadini. E’, infatti, indispensabile trovare la massima integrazione tra sociale e territorio, per rafforzare le cure di prossimità e la prevenzione, valorizzare il lavoro socio-sanitario di comunità e dare risposta e sostegno anche al tema della fragilità, in particolare degli anziani non autosufficienti”.

Distretto e Case di Comunità: la provocazione Posta la necessità di potenziare il distretto nel ruolo di regia assistenziale, promuovendo la presa in carico delle persone, viene da domandarsi – si legge nel comunicato della Cisl Fvg – a che punto siamo rispetto alle Case di Comunità, sia hub che spoke (a seconda della complessità dell’assistenza) previste dal PNRR M6. L’obiettivo dovrebbe essere raggiunto entro il 2026, ma, stando agli ultimi dati AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) siamo ancora a zero. Spontaneo domandarsi perché non riconfigurare da subito l’ospedale di Spilimbergo con i suoi posti letto come Casa di Comunità, invece di darlo al privato accreditato.

Il nodo Personale Anche sul fronte del personale, le cose non vanno meglio, con la progressiva diminuzione del numero di medici ed infermieri dovuta ad una serie di fattori su cui non si è intervenuti in modo risolutivo: quiescenza e mancato turn over, licenziamento dalle strutture pubbliche per le migliori condizioni offerte dal privato, scarsa attrattività della professione dovuta a stipendi inadeguati; ritmi lavorativi stressanti non alleviati da nuove assunzioni. “Chiediamo – incalzano Della Ricca e per la Cisl Fp, la segretaria Romina Dazzara – maggiori risorse, ma anche un welfare integrativo, che oggi non è previsto, anche per il personale sanitario; una riorganizzazione e l’apertura della mobilità all’interno dell’azienda e regionale (oggi non è pensabile che un dipendente attenda due/tre anni per potersi spostare da una reparto o da un’azienda all’altra: è chiaro che queste tempistiche portano all’esasperazione e ai dipendenti che si licenziano); maggiore flessibilità per conciliare tempi vita lavoro, percorsi di carriera anche per il personale con master diversi da quello di coordinatore.

Anziani e non autosufficienti Legato al territorio è anche il tema dell’assistenza agli anziani e ai non autosufficienti, quasi 40mila in Friuli Venezia Giulia, numero destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni. Benissimo, dunque, la legge sui caregiver, chiesta ed ottenuta dalla Cisl Fvg, ma adesso bisogna darle una copertura finanziaria, a supporto delle famiglie che devono poter scegliere la strada della domiciliarizzazione.  La richiesta alla Regione è di sostenere equamente questa scelta, erogando servizi e prestazioni a sostegno delle famiglie, ovvero destinando le stesse risorse riconosciute alle strutture per l’occupazione di posti letto, per la copertura di tutti quei servizi, ad esempio, la fisioterapia e l’assistenza infermieristica, indispensabili alle famiglie che scelgono percorsi di domiciliarizzazione, soprattutto per le persone parzialmente non autosufficienti. Ma anche su questo siamo ancora indietro.

Liste di attesa Stando alle linee di indirizzo e alle direttive regionali del 2025, si prevede che specifiche linee di finanziamento saranno finalizzate per l’anno 2025 all’attività di contenimento dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie e al recupero delle liste di attesa. Gli enti sanitari sono tenuti a comunicare all’Azienda regionale i dati dei monitoraggi periodici che dovranno essere effettuati sulle proprie azioni, rendicontando gli investimenti e i risultati conseguiti. Come Cisl Fvg chiediamo la massima trasparenza su questi dati. Apprezziamo l’impegno della Regione a stanziare lo 0.4% del budget regionale su questo capito di spesa, ma parallelamente chiediamo che la questione sia affrontata con interventi strutturali sull’organizzazione e riorganizzazione dei servizi. Altrimenti i primi miglioramenti che stiamo riscontrando (ad esempio, gli interventi oncologici di classe A entro 30 giorni e le prime visite cardiologiche) rischieranno di rimanere esili cerini, a fronte delle sempre più numerose richieste che pervengono anche alla nostra Adiconsum con il servizio attivato per far rispettare dalle aziende sanitarie la congruenza tra tempi d’attesa e le indicazioni previste dalle impegnative.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.